
“C’è ancora domani” è adatto ai bambini? Prima di vedere il film di Paola Cortellesi me lo sono chiesta più volte. Mi incuriosiva particolarmente e mi chiedevo se potessi andarlo a vedere con le mie figlie. Perciò con il termine per bambini, intendo un’età dagli 8 anni in su.
Visto le tematiche affrontate, legate alla cultura patriarcale, alla violenza di genere e ai diritti delle donne, avevo paura potesse avere scene troppo forti, non adatte ai bambini, in particolare modo alla più piccola.
Il film è uscito nelle sale il 26 ottobre, e nelle settimane successive, visto il grande successo e le critiche positive che leggevo sui giornali e on line, mi sono ritrovata a chiedere a chiunque mi dicesse di averlo visto, se fosse fatto ai bambini.
Le risposte mi hanno davvero colpito, perché la maggior parte delle persone mi hanno detto di no.
Leggi altro su Film, Serie e TV per bambini e ragazzi
Le motivazioni erano due, entrambe ovviamente per il tema trattato, ovvero il patriarcato e la violenza sulle donne.
La prima motivazione era che il tema era troppo forte e brutto per i bambini, che era meglio che non conoscessero certe cose. La seconda era che alcuni sostenevano che un bambino non avrebbe capito niente del film e si sarebbe annoiato.
Visto le discrepanze dei vari commenti, e il poco tempo che abbiamo avuto in questi mesi, causa trasloco di tutta la famiglia, non ci è capitato (purtroppo, io amo andare al cinema, e se non ci vado per troppo tempo sento proprio la mancanza) di riuscire ad andare, e quindi il problema non si è posto più.
Domenica sera sono finalmente sono riuscita a vedere il film di Paola Cortellesi nel cinema del mio paese, e ora vi dico che mi dispiace molto di non esserci andata con le mie figlie.
Non credo solo che “C’è ancora domani” sia un film adatto ai bambini, ma penso che addirittura sia un film da DOVERE guardare con i bambini.
Certo non insegneremo il rispetto grazie solo alla visione di un film. Però di sicuro sarà un ottimo strumento di dialogo con i nostri bambini. Una sirena che suona fortissimo e ci costringe a svegliarci tutti di fronte a verità, sia sul passato che sul presente, che molto spesso ci fa comodo ignorare.
Così come “La vita è bella” di Benigni ha saputo trattare un tema atroce e triste come quello dell’Olocausto dei campi di concentramento, della persecuzione razziale e della Seconda guerra mondiale con un tono leggero e allegro, senza però sminuire mai o ridicolizzare i temi trattati, così allo stesso modo la Cortellesi riesce a rendere una realtà così ingiusta e crudele, quella del patriarcato, in maniera leggera e allo stesso tempo commovente.
È un film che fa star male sì, non per quello che vedi, ma per quello a cui ti fa pensare. Per quello che ti svela, non facendoti vedere.
Si, è un vero e proprio pugno nel petto. Un pizzicotto così forte che va dato, per svegliare anche le coscienze più assopite e fare drizzare le antenne a tutti i nostri bambini e a tutte le nostre bambine. Perché non si dimentichi il nostro passato, e perché certe cose non vengano più tollerate.










Grazie!!! Ci andrò stasera e non faccio altro che chiedermi se portare o meno le mie figlie, 8 e 9 anni. Ho sentito vari pareri e alla fine, grazie anche al suo commento, verranno con me e se avranno dubbi o incertezze ci sarò io a spiegare