
In questo articolo vorrei cercare di spiegare l’11 settembre ai bambini in modo chiaro e delicato, rispondendo alle loro domande più comuni e aiutandoli a comprendere perché è un evento così importante da ricordare ancora oggi.
Spesso i bambini sentono parlare a scuola, in televisione o dai genitori dell’11 settembre, ma non sempre è facile capire cosa sia davvero successo.
Cosa è successo l’11 settembre 2001 spiegato ai bambini
L’11 settembre 2001, negli Stati Uniti, sono accaduti degli attacchi terroristici molto gravi.
Alcuni uomini hanno preso il controllo di quattro aerei passeggeri e li hanno fatti schiantare contro luoghi importanti. Due aerei hanno colpito le Torri Gemelle di New York, due grattacieli altissimi che erano simbolo della città. Un altro aereo è caduto sul Pentagono, l’edificio dove lavora il governo per difendere il Paese;
Un quarto aereo, invece, si è schiantato in un campo, perché i passeggeri hanno cercato di fermare i terroristi.
Questi attacchi hanno provocato la morte di quasi 3.000 persone e tanta paura in tutto il mondo.
Chi erano i responsabili degli attacchi terroristici dell’11 settembre?
Gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 furono compiuti da un’organizzazione chiamata Al-Qaeda. Il nome, che in arabo significa “la base”, indicava il punto di partenza per coordinare e sostenere gruppi estremisti in diverse parti del mondo.
Al-Qaeda è definita un’organizzazione terroristica perché non usa il dialogo o la politica per raggiungere i propri obiettivi, ma sceglie la violenza, compiendo attentati che colpiscono persone innocenti con lo scopo di diffondere paura, terrore.
Cosa voleva Al-Qaeda
L’obiettivo principale di Al-Qaeda era combattere contro gli Stati Uniti e altri Paesi considerati nemici. Secondo la loro visione, questi Stati avevano troppo potere e influenza in Medio Oriente e nel mondo musulmano.
Gli attacchi terroristici, come quello dell’11 settembre, avevano tre scopi:
- Intimidire la popolazione, mostrando che nessun luogo era davvero sicuro.
- Indebolire i governi occidentali, costringendoli a cambiare decisioni politiche ed economiche.
- Dare visibilità all’organizzazione, facendola conoscere in tutto il mondo come un nemico temuto.
Il leader di Al-Qaeda
Il capo di Al-Qaeda era Osama Bin Laden, nato in Arabia Saudita. Era una figura carismatica e molto ricca, che usava i suoi soldi e la sua influenza per reclutare seguaci e finanziare gli attentati.
Bin Laden fu il principale ideatore dell’attacco alle Torri Gemelle di New York e al Pentagono. Dopo anni di ricerche, è stato trovato e ucciso nel 2011 da forze speciali statunitensi.
Dopo l’11 settembre, molti Paesi si sono uniti per combattere il terrorismo internazionale. Questo ha indebolito molto Al-Qaeda, che oggi non è più potente come all’inizio degli anni 2000.
Tuttavia, il gruppo non è scomparso: in alcune regioni del mondo esistono ancora cellule e organizzazioni che si ispirano ad Al-Qaeda e che cercano di portare avanti la stessa ideologia.
Ground Zero
Dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001, le due Torri Gemelle di New York crollarono completamente. Al posto dei grattacieli rimase solo un enorme cumulo di macerie, fumo e polvere.
Quell’area, nel cuore di Manhattan, venne chiamata “Ground Zero”.
Al posto delle macerie, oggi a Ground Zero si trova il Memoriale e Museo dell’11 settembre, con due grandi vasche quadrate costruite proprio sulle fondamenta delle Torri Gemelle. Intorno ci sono incisi i nomi di tutte le vittime.
Accanto sorge anche un nuovo grattacielo, il One World Trade Center, che con i suoi 541 metri è l’edificio più alto degli Stati Uniti: un segno di rinascita e speranza.
Cos’è il terrorismo?
L’Unione europea definisce ufficialmente i reati di terrorismo come atti commessi allo scopo di intimidire gravemente la popolazione o costringere indebitamente i poteri pubblici o un’organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto, o destabilizzare gravemente o distruggere le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche o sociali di un paese o un’organizzazione internazionale.
Il terrorismo corrisponde quindi ad atti di violenza e di paura per cercare di ottenere quello che si vuole. I terroristi non cercano di parlare o di risolvere i problemi con le regole, con il dialogo o con la mediazione, ma fanno del male a persone innocenti per spaventare tutti.
L’Unione Europea spiega che il terrorismo ha alcuni scopi precisi:
- Intimidire la popolazione
Significa far avere paura a tante persone, anche a chi non c’entra nulla, per farle sentire in pericolo. - Costringere i governi a fare qualcosa
Vuol dire che i terroristi cercano di obbligare i governanti di un Paese a prendere decisioni che loro vogliono, usando la paura invece delle leggi o del dialogo. - Distruggere le strutture importanti di un Paese
Significa cercare di danneggiare luoghi, regole e servizi che servono a far funzionare una società, come scuole, ospedali, palazzi del governo o l’economia.
In parole semplici: il terrorismo è quando un gruppo di persone usa la paura e la violenza per ottenere potere o per distruggere la vita pacifica degli altri.
Ma è importante ricordare che la maggior parte delle persone nel mondo vuole la pace e lavora ogni giorno per fermare chi sceglie la strada della violenza.
Perché ricordiamo l’11 settembre
Ogni anno, l’11 settembre viene ricordato non solo negli Stati Uniti, ma in tanti Paesi del mondo. È importante parlarne perché:
- ci ricorda quanto sia preziosa la pace;
- ci insegna che la violenza non porta mai a nulla di buono;
- ci aiuta a onorare le persone che hanno perso la vita;
- ci fa riflettere su quanto sia importante aiutarsi e sostenersi nei momenti difficili.
Dopo gli attacchi, infatti, moltissimi pompieri, poliziotti e soccorritori hanno rischiato la vita per salvare chi era in difficoltà, dimostrando grande coraggio e solidarietà.

Come spiegare l’11 settembre ai bambini
Quando parliamo dell’11 settembre con i bambini, è bene:
- usare parole semplici e non troppo spaventose;
- spiegare che esistono persone che fanno del male, ma anche tantissime persone che lavorano ogni giorno per proteggerci;
- sottolineare i valori di amicizia, solidarietà e speranza che sono emersi dopo questa tragedia.
È normale avere paura che fatti del genere possano succedere nuovamente. Ma bisogna sempre ricordare che gli Stati e le persone lavorano ogni giorno per rendere il mondo un posto più sicuro. Anche se non possiamo eliminare tutti i rischi, sappiamo che ci sono sempre persone che si impegnano a proteggerci.
Studiare, conoscere e ricordare la storia ci aiuta a non dimenticare gli errori del passato e a costruire un futuro di pace.








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